Ludi Canoviani 2019. Iscrizioni.

da parte di Alberto Pavan.

 

Si ricorda che il 6 aprile scade l’iscrizione all’ottava edizione dei Ludi Canoviani, che si svolgeranno a Treviso il 10 e 11 maggio 2019.

Il bando di concorso e tutte le informazioni relative all’evento sono reperibili al link: http://www.liceocanova.it/homepage/concorsi-e-premiazioni/ludi-canoviani-minores/

Vi aspettiamo numerosi a Treviso.

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Una riflessione sul contesto del dialogo fra Melii e Ateniesi (di Gigi Spina)

E dialogo sia …

Un articolo di Maurizio Bettini sulla seconda prova alla maturità del classico.

La Repubblica, 30 gennaio 2019.

Circa due mesi fa il Ministero dell’Istruzione ha fatto conoscere la riforma della seconda prova per l’esame finale dei licei classici: quella relativa al greco e al latino. Sulle colonne di questo giornale essa è stata oggetto di una violenta stroncatura da parte di Federico Condello, il quale è giunto a definirla “istigazione all’idiozia”. Ehilà! Immagino il brivido di terrore, il fremito di indignazione, che l’articolo di Condello avrà fatto serpeggiare fra le migliaia di genitori, studenti, docenti e persone amanti della cultura. Ma come, invece di valutare il grado di conoscenza delle lingue classiche da parte dei maturandi, le autorità scolastiche li spingono a essere idioti? A questo punto uno ha ragione di domandarsi che cosa mai abbia combinato il MIUR. Semplicemente questo.

In primo luogo la prova di traduzione non solo resta al centro dell’esame, ma viene addirittura potenziata: infatti, si dovrà tradurre in italiano non un testo latino o un testo greco a seconda degli anni, come avveniva in passato, ma due testi, uno latino e uno greco. Peraltro sul modello di quanto avviene da tempo all’esame finale del Liceo Classico Europeo. Ciascun brano proposto verrà poi introdotto da un paragrafo contenente informazioni sull’opera e l’autore da cui è tratto (mentre prima lo studente poteva essere chiamato a tradurre un testo di cui ignorava la provenienza). Soprattutto però ciascun brano sarà accompagnato dalla traduzione italiana delle parti che lo precedono e lo seguono nell’opera da cui è tratto, in modo che lo studente, conoscendone il contesto, possa finalmente orientarsi nella sua comprensione. Innovazione fondamentale, perché prima d’ora all’esame ci si trovava a tradurre un testo greco o latino ‘secco’, privo di qualsiasi contestualizzazione: laddove se c’è qualcosa che la linguistica ha chiarito una volta per sempre è che, per comprendere il significato di qualsiasi enunciato, conoscerne il contesto è semplicemente indispensabile. Perché mai dei brani in greco e latino dovessero fare eccezione a questa regola, risultando pienamente comprensibili nella loro luminosa nudità, nessuno l’ha mai spiegato. Infine, ciascun brano verrà accompagnato da tre quesiti relativi alla sua interpretazione, alla sua analisi linguistica o stilistica, al suo approfondimento personale. Quest’ultima parte della prova ha lo scopo di valutare la piena comprensione del testo da parte del candidato (leggi: la traduzione l’avrà fatta davvero lui o l’avrà scaricata da internet?) e saggiare la sua capacità di collegarlo con la cultura e la letteratura di cui è espressione. Faccio notare che allo studio delle civiltà classiche lo studente ha dedicato, o dovrebbe aver dedicato, ben cinque anni della propria vita. E’ dunque così strano chiedergli di dimostrarlo a un esame? Si tratta evidentemente di una prova un po’ più impegnativa rispetto alla formulazione precedente, tant’è vero che per svolgerla gli studenti avranno a disposizione sei ore invece delle tradizionali quattro. Essa però eviterà loro di esser messi di fronte a difficoltà gratuite, come quelle causate dalla pervicace assenza di contestualizzazione del brano da tradurre. Quanto ai quesiti cui rispondere, si noti che, nella griglia di valutazione stabilita dal Ministero, la “pertinenza delle risposte” vale solo quattro punti su venti.

Ciò detto si potranno discutere molti aspetti della nuova prova: se era opportuno farla partire già dal prossimo anno; se la doppia versione, dal latino e dal greco, non crei più problemi di quanti ne risolve; quali saranno le ricadute sulla didattica delle lingue classiche e come dovranno essere governate; e così via. Condello lamenta che su questa riforma, peraltro già accolta con sostanziale favore da moltissimi docenti, non vi sia stata e non vi sia discussione. Forse ignora che su di essa si è svolto e ancora si sta svolgendo un ampio dibattito, e che i suoi risultati sono già stati inviati da molte parti al Ministero. Resta comunque che le stroncature – con relativo spargimento di sale al fine di impedire la ricrescita dell’erba – non servono a nulla. Non c’è giorno, anzi non c’è momento della giornata, in cui l’atmosfera politica e culturale (chiamiamola così) in cui siamo immersi, non vibri di attacchi e contrattacchi la cui virulenza era impensabile fino a qualche tempo fa. Non si potrebbero lasciare tranquilli almeno il latino e il greco?

 

 

Ritorna la Summer School A.M.A., edizione 2019

LE ISCRIZIONI SI RACCOLGONO A PARTIRE DAL 28 GENNAIO 2019

 

informazioni summer school 2019

Treviso, VIII Edizione (2019) dei Ludi Canoviani.

Riceviamo da Alberto Pavan, per la diffusione, il Bando dell’VIII edizione dei Ludi Canoviani.

 

BANDO LUDI CANOVIANI VIII ED

La seconda prova di maturità per il Liceo classico. Il nostro commento

Da ieri il MIUR fornisce un nuovo “Quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della seconda prova scritta dell’esame di Stato”. Lo allego qui sotto per chi non lo abbia ancora letto.

QDR liceo classico LI01 22 11

 

Si tratta sicuramente di una buona notizia. Attesa da tempo. Da oggi si potrà non dire più, come abbiamo sentito spesso negli incontri di formazione: sarebbe bello preparare alla comprensione/traduzione dei testi come proponete voi del Centro AMA, ma poi c’è l’imbuto della seconda prova, si è costretti a passare di lì, da quel tipo di traduzione ‘secca’.

Questa novità è frutto dell’impegno di molti, non è necessario vantare oggi primogeniture: basterà ricordare che la proposta è maturata negli ultimi anni attraverso il concorso delle esperienze sul campo di molti docenti di molti licei italiani; la sperimentazione di momenti di eccellenza, come le Olimpiadi del Classico; i tanti momenti di formazione e di summer school; l’assunzione dell’obiettivo da parte di reti e associazioni; le discussioni anche accese con chi aveva frainteso, in buona o cattiva fede, il rinnovamento, definendolo cancellazione dell’esperienza traduttiva.

La proposta era chiara nelle modalità e negli scopi già nelle sue prime formulazioni: affidare alla prova di traduzione una verifica di maggior peso, consistente nella comprensione profonda di un testo e della sua articolazione secondo i quadri mentali delle culture antiche, greca e latina. Non una facilitazione, ma il riscontro appagante di cinque anni di dialogo con quelle culture, nelle tante possibili forme che la didattica delle lingue classiche ha saputo e saprà consolidare, in un intreccio sempre forte con le altre discipline del curriculum.

Si potrà continuare a lavorare, dunque, con nuove prospettive didattiche, sicuramente di maggiore ampiezza culturale. Servirà uno scambio ancora maggiore e più generoso di esperienze. La modifica della seconda prova fa, però, cadere l’alibi del ‘sarebbe bello, ma non si può fare’. Affida a ciascuno/a di noi maggiori responsabilità nel portare avanti al meglio e nel realizzare concretamente le linee guida del ‘quadro di riferimento’.

Il Centro e l’Associazione AMA sono pronti a fare la loro parte.