Archive | settembre 2012

Così non va, e allora, che fare?

Un problema cruciale affrontato nella Summer School è stato quello del rapporto fra studio delle lingue classiche (con relativa pratica della traduzione) e approfondimento antropologico degli aspetti fondamentali delle culture greca e romana, problema che comprende anche il modo di entrare in contatto con la cosiddetta ‘ricezione’ del mondo antico.

La debolezza delle attuali soluzioni (in termini di ore di lezione, di strumenti, di formazione e di prove di verifica) è elemento comune di consapevolezza. Non altrettanto lo è, almeno allo stato attuale, l’individuazione, non dico della soluzione, ma di esperimenti possibili.

A evitare che la discussione si trasformi, impropriamente e sterilmente, in una sorta di confronto/scontro fra due posizioni estremizzate, tra chi coltiverebbe “l’idea di abbandonare l’esercizio della traduzione”, come ci ha scritto di recente un collega (all’interno di una lettera più ampia che in seguito pubblicizzeremo, con la relativa risposta) e chi vuole continuare così, come se niente fosse (divenendo ‘oggettivamente’ l’affossatore dell’insegnamento delle materie classiche), pensiamo si possa provare ad avviare una riflessione a più voci sul tema, dandosi come obiettivi sia 1) l’individuazione di forme concrete e attuabili di sperimentazione didattica (senza sacrificare, per chi lo voglia, quel tocco di utopia che fa intravedere anche l’impossibile), dalla lezione in classe, all’uso di determinati materiali fino a una possibile prova finale, sia 2) un incontro da tenersi entro il mese di gennaio a Siena, come primo bilancio della discussione che avviamo sul blog e attraverso altri mezzi.

Come è accaduto per la Summer School, saremo in costante contatto con i responsabili del MIUR che hanno reso possibile la Summer School e che sono fortemente interessati a proposte concrete. La discussione è aperta, dunque, senza una precisa proposta iniziale nel merito, ma avendo certamente alle spalle e in mente le voci che abbiamo sentito sull’argomento durante i tre giorni di Pontignano.

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