La seconda prova di maturità per il Liceo classico. Il nostro commento

Da ieri il MIUR fornisce un nuovo “Quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della seconda prova scritta dell’esame di Stato”. Lo allego qui sotto per chi non lo abbia ancora letto.

QDR liceo classico LI01 22 11

 

Si tratta sicuramente di una buona notizia. Attesa da tempo. Da oggi si potrà non dire più, come abbiamo sentito spesso negli incontri di formazione: sarebbe bello preparare alla comprensione/traduzione dei testi come proponete voi del Centro AMA, ma poi c’è l’imbuto della seconda prova, si è costretti a passare di lì, da quel tipo di traduzione ‘secca’.

Questa novità è frutto dell’impegno di molti, non è necessario vantare oggi primogeniture: basterà ricordare che la proposta è maturata negli ultimi anni attraverso il concorso delle esperienze sul campo di molti docenti di molti licei italiani; la sperimentazione di momenti di eccellenza, come le Olimpiadi del Classico; i tanti momenti di formazione e di summer school; l’assunzione dell’obiettivo da parte di reti e associazioni; le discussioni anche accese con chi aveva frainteso, in buona o cattiva fede, il rinnovamento, definendolo cancellazione dell’esperienza traduttiva.

La proposta era chiara nelle modalità e negli scopi già nelle sue prime formulazioni: affidare alla prova di traduzione una verifica di maggior peso, consistente nella comprensione profonda di un testo e della sua articolazione secondo i quadri mentali delle culture antiche, greca e latina. Non una facilitazione, ma il riscontro appagante di cinque anni di dialogo con quelle culture, nelle tante possibili forme che la didattica delle lingue classiche ha saputo e saprà consolidare, in un intreccio sempre forte con le altre discipline del curriculum.

Si potrà continuare a lavorare, dunque, con nuove prospettive didattiche, sicuramente di maggiore ampiezza culturale. Servirà uno scambio ancora maggiore e più generoso di esperienze. La modifica della seconda prova fa, però, cadere l’alibi del ‘sarebbe bello, ma non si può fare’. Affida a ciascuno/a di noi maggiori responsabilità nel portare avanti al meglio e nel realizzare concretamente le linee guida del ‘quadro di riferimento’.

Il Centro e l’Associazione AMA sono pronti a fare la loro parte.

 

Informazioni su gipsigina

Salerno, 17 gennaio 1946

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