IL CONVEGNO “GRAZIE, ROMA” – cronaca di Alberto Pavan

Le forze congiunte del Liceo Ginnasio Statale Antonio Canova e del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Treviso hanno dato vita, giovedì 11 aprile 2013, a una giornata di studi sulla cultura latina dal titolo Grazie, Roma, svoltasi presso l’Aula Magna del Liceo da Vinci. A monte, il lavoro dei Dirigenti dei due Licei, prof.sse Maria Giuseppina Vincitorio e Mariarita Ventura, unite nell’idea che una scuola deve essere anche faro di cultura nel proprio territorio, e dei proff. Paola Bellin, Carla Borghetto, Cristina Favaro e Alberto Pavan, della Segreteria del Liceo da Vinci per la parte organizzativa, e ancora l’esigenza di ricordare le radici romane della nostra cultura, utili alla comprensione del nostro presente, ma soprattutto alla progettazione responsabile del futuro dei nostri studenti.
La giornata di studi è stata rivolta a un pubblico non specialistico, ma vario, composto da studenti, con i quali sperimentare modi nuovi e coinvolgenti di studiare la lingua e la cultura latine, di docenti, ai quali offrire spunti di aggiornamento, e da tutti coloro per i quali la cultura latina è motivo di curiosità. Alla varietà del pubblico è corrisposta la varietà dei relatori, che ha fatto del convegno un momento di dialogo tra generazioni e tra diverse componenti del mondo scolastico e accademico, dal quale è emersa la feconda pluralità di metodi attraverso cui si può conoscere la cultura latina, la sua straordinaria produttività nell’esperienza didattica e formativa degli studenti e l’urgenza di continuo aggiornamento e miglioramento avvertita dai docenti.
Il programma della giornata è stato molto intenso e gli interventi si sono svolti intorno tre grandi filoni, quello teatrale, quello letterario e quello linguistico-lessicale. Le autorità, i Dirigenti dei due Licei, Antonio Giacobbi, presidente regionale dell’Associazione Proteo Fare-Sapere, Giorgio Corà, dirigente dell’Ufficio Scolastico di Treviso, Eugenio Mazzoccato, assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Treviso, nel loro saluto hanno fatto il punto sullo studio scolastico del latino dopo la riforma del 2010 e hanno auspicato l’estensione almeno dello studio della cultura latina a tutti gli indirizzi scolastici italiani. Il progetto è stato poi presentato da Paola Bellin e Alberto Pavan, insegnanti dei Licei da Vinci e Canova, convinti della necessità di far sentire gli studenti sempre più protagonisti del loro apprendimento, affinché possano appassionarsi alla straordinaria cultura di Roma. Stefano Quaglia, dirigente Tecnico dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, ha dimostrato l’utilità di una formazione classica, allenata a un costante esercizio di analisi e sintesi per risolvere problemi, alla gestione di un presente complesso. Roberto Danese, professore di Filologia Classica all’Università di Urbino e membro del centro AMA di Siena, ha intrattenuto il pubblico su come tradurre Plauto per la messinscena, un’immersione quindi nel mondo del vertere contemporaneo; Gianpiero Rosati, professore di Letteratura Latina presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e presso l’Università di Udine, ha condotto il pubblico lungo un viaggio nella poesia ovidiana, indagandone i rapporti con il potere augusteo e i crescenti segni di insofferenza verso il principe; Anna Cardinaletti, professore di Linguistica presso l’Università di Venezia, ha spiegato agli studenti la fecondità di un metodo comparatistico nello studio del latino.
L’aspetto originale dell’evento è stato però l’intervento degli studenti: otto classi dei due Licei, dal secondo al quinto anno, hanno esposto i propri lavori. La III-H del Liceo da Vinci (coordinata dalla prof.ssa Paola Brescancin) ha studiato la tecnica di creazione di composti e di neologismi in Plauto, Lennon e Queneau; all’analisi iconografica delle fonti latine degli affreschi di villa Emo è stato dedicato l’intervento della V-A del Liceo da Vinci (coordinata dalla prof.ssa Bellin); al confronto tra Roma centro di potere ieri e oggi quello della II-C del Liceo Canova (coordinata dalla prof.ssa Clelia De Vecchi); la IV-E del da Vinci (coordinata dai proff. Margherita Basso, Paola Bellin, Amerigo Manesso) ha studiato con robusta capacità argomentativa il latino di Cartesio nelle Regulae; sapore di teatro hanno avuto le interviste impossibili a Seneca, Tacito e Petronio dei consumati attori della III-C del Liceo Canova (coordinata dalla prof.ssa Cristina Favaro); gli esordienti della V-B ginnasio del Canova (coordinata dal prof. Pavan) hanno dilettato il pubblico con l’analisi della traduzione latina di Harry Potter e la pietra filosofale; la II-B del liceo classico (coordinata dal prof. Maurizio Baldin) ha usato con perizia il latino per capire come la letteratura si avvale della lingua medica; infine, Nicola Ryssov della V-F del da Vinci (seguito dalla prof.ssa Valentina Ruffin) ha dottamente dissertato su piccolezza terrena e grandezza umana in Cicerone e Seneca.
La brillante spigliatezza con cui gli studenti hanno esposto le loro ricerche, accurate, trasversali e innovative, è stata un riuscito esempio di didattica per competenze, che vanno dalla capacità di lavorare in gruppo, a quella di condurre una ricerca e di saperla comunicare.
Infine, Gennaro Lopez, presidente del Comitato Tecnico Proteo Fare-Sapere e già docente di Latino presso l’Università di Roma Tre, ha tratto le conclusioni della giornata, complimentandosi per l’originalità dell’iniziativa e per l’eccellente livello degli interventi degli studenti, osservando l’apertura della scuola nei confronti delle novità e rimarcando che la forza di una scuola, in lotta contro mille difficoltà, è proprio la cooperazione studenti-docenti in un reciproco coinvolgimento, fondato sulla trasmissione appassionata delle conoscenze.
In conclusione, l’insistenza sul come insegnare il latino e l’esempio delle buone pratiche ancora oggi dimostrano l’assoluto valore della lingua latina come strumento cognitivo che potenzia la concentrazione degli studenti e dà loro una peculiare capacità di analisi del reale, dotandoli di un’identità distintiva e di una spiccata inclinazione all’esercizio di una cittadinanza consapevole e attiva.

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Salerno, 17 gennaio 1946

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